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  Benedetto è l'amore ...

di Jan van Elzen/ 13/11/2005
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  "Amarti" è il nuovo album di Carlo Cavallin, prete cantautore di Padova, che esce in questi giorni. Il lavoro si inserisce nel suo percorso musicale dopo "Angeli stonati" e "A piedi nudi", i due album prodotti rispettivamente nel 1996 e nel 1998.  

 

Ecco, fra poco nei negozi, il nuovo album di don Carlo Cavallin. Le nuove sonorità, le nuove ispirazioni del cantautore, le parole, gli amici, ...

Amarti sarà presentato alla stampa e al pubblico lunedì 14 novembre alle ore 18.30 presso il Cinema Lux in via Cavallotti 9 a Padova. Condurrà l'incontro Francesca Fialdini, inviata del programma di Raiuno A Sua immagine, conduttrice di Radio Vaticana e redattrice di Korazym.org. Interverranno il cantautore Carlo Cavallin, l'arrangiatore Stefano Florio e il presidente di Korazym.org Vik van Brantegem. Durante la presentazione si potranno ascoltare alcuni brani dell'album e sarà proiettato il videoclip della canzone Fuori dal coro realizzato da Giuliano Cremasco.

Benedire l'amore è benedire l'essenza della vita, è dire bene di tutto quel amore che scorre dentro le vene delle nostre vita, nel perdono, nel prendersi cura dell'altro, nell'accogliere, nel sentirsi amati nonostante tutto, è il chinarsi sull'altro, è scoprire che tutto questo amore ha un volto e un nome, quello di Dio! (Don Carlo Cavallin).

Scegliere di amare, consegnare la propria vita nelle mani dell'altro, camminare insieme i passi di questa vita con la forza di Dio è mettersi in luce, è diventare sale e luce in questo mondo (Don Carlo Cavallin).



Don Carlo Cavallin nasce a Padova il 4 maggio del 1965 e porta dentro fin da piccolo una grande passione per la musica. Di musica ne respira parecchia e presto si accosta al pianoforte e alla chitarra. Negli anni in cui matura la sua vocazione, don Carlo è prete dal 1990 e attualmente è parroco a Padova nella parrocchia della Madonna Incoronata, cresce anche la voglia concreta di scrivere canzoni, il desiderio di raccontarsi nell'arte della musica perché altri si sentano raccontati. La musica è per lui la forma artistica più elevata utile non solo a esprimerne rabbia, amore e sentimenti ma a migliorare l'uomo è come una grande medicina. Don Carlo ha il dono di una voce dal timbro giovane e gradevole, sostenuta da azzeccate melodie. Ne risultano vibrazioni che si sposano coi temi trattati, centrando in pieno gli obiettivi emotivi del suo canto.

Don Carlo Cavallin ha partecipato in questi anni a importanti manifestazioni musicali: Note di pace, concerto al Palasport di S. Lazzaro (Padova), 1999; Il mondo canta Maria, Schio, 2000; VI International Christian Music Festival, organizzato dall'Associazione Spirit in Dance, Chiesa degli Eremitani (Padova), 2001.



Nel 1996 porta a termine un progetto nato quasi per caso, grazie all'aiuto di tante persone: il suo primo album Angeli stonati. Lo definisce "frutto della provvidenza", nato dall'esigenza di raccontare qualcosa di personale, per testimoniare le proprie esperienze. L'album interamente scritto da don Carlo, arrangiato e realizzato dal fratello Franco, ripercorre situazioni ed esperienze importanti della sua vita. Ci sono canzoni che parlano della sua scelta di vita (Ascolta questo canto; Perché sei), della difficoltà di credere (Lontani da Te; Finalmente vivi!), dell'amore che fa camminare insieme un uomo e una donna (Tenendoci per mano), dei tanti volti di giovani meravigliosi incontrati in questi anni (Tanti volti un solo cielo; È la speranza). Nei testi c'è uno studio della complessità e i limiti dell'uomo, che trova completamento attraverso la propria dimensione spirituale. In molte tappe c'è una forte introspezione, un guardarsi dentro con la disinvoltura di chi lo fa spesso. In altre c'è uno stacco, sia dal punto di vista artistico che da quello tematico. La canzone che dà il titolo all'album (Angeli stonati) è il momento più toccante, dedicato ai "meninos de rua" brasiliani. Brano di denuncia, l'autore lo scrive dopo aver vissuto in prima persona un problema simile: l'accoglienza ai nomadi dell'ex Jugoslavia. Dopo l'uscita del primo album cominciano per don Carlo alcuni concerti .



Due anni dopo il primo album ecco A piedi nudi in cui don Carlo esprime il desiderio di tornare a una fede più vera e più essenziale alla vigilia ormai del Giubileo del 2000. Le dieci canzoni raccolte fotografano alcune esperienze forti. L'opera è concepita nell'esperienza di animazione del Gruppo Giovani e nella scuola di preghiera organizzata nella parrocchia di cui era vicario a Thiene (VI). Cosa rappresenta il titolo dell'album A piedi nudi?. "È stato preso dalla canzone-guida che è Danzando a piedi nudi: la scelta. È un episodio biblico: quando Mosé nel roveto ardente incontra Dio, Questi gli dice "Togliti i sandali". Gli ebrei dicono che per avvicinarsi a Dio bisogna togliersi i sandali, fatti di cuoio: il cuoio è pelle di animale morto. Dobbiamo liberarci delle cose morte per poter incontrare Dio, liberarci dalle molte cose materiali a cui siamo attaccati, che non riescono a darci la felicità piena. Abbiamo studiato un anno col Gruppo Giovani quel versetto 'Togliti i sandali', e l'ho scelto anche per lanciare il messaggio di un ritorno all'essenzialità, alla semplicità ma non al semplicismo". L'opera inizia con In principio fu la musica, brano-slogan che identifica l'amore, il valore e l'importanza di don Carlo per questa forma di comunicazione. Poi i testi prendono varie strade. Ecco Ora, che dipinge la bellezza, ma nel contempo i risvolti profondi, di un momento d'incontro e di condivisione trascorso insieme, parlando e cantando, a cui succede Danzando a piedi nudi, che contiene il messaggio-chiave dell'album. Sono presenti momenti di preghiera vera e propria, con la dolcissima Madre Maria e Cantate. C'è poi l'appello dal mondo degli adulti a quello dell'infanzia, sviluppato nel brano più lungo dell'opera, Per i bimbi, che, contrariamente a quanto indica il titolo, serve a far riflettere i grandi. Si conclude con Si, sarà così, pezzo con un minuto e mezzo di introduzione strumentale, che fotografa un momento indimenticabile e surreale vissuto a Parigi nella Giornata Mondiale della Gioventù del 1997, dove pareva materializzarsi la venuta di Cristo. Gli altri brani dell'album: Padre d'ogni uomo, Ti ho cercato e Cos'è.



Amarti è quasi il bilancio di un quarantenne che mettendosi di fronte alla propria vita e alla storia di molti come "sentinella del mattino" arriva a cogliere la disarmante certezza che "amare è tutta la vita". La leggerezza nel sentire che ognuno di noi ha la sconvolgete possibilità di incontrare Colui che non giudica, non condanna, non sopprime ma riconosce i nostri gesti, i nostri sguardi e perfino i nostri no come svelamento di un amore che è comunque amare Lui. Un lungo viaggio attraverso 10 canzoni, dieci luoghi, dove riscoprire chi siamo e chi è Lui, il suo volto, dieci incontri tra la musica di noi e la sua . che non passa!

I contenuti profondi dei 10 brani dell'album Amarti (Benedetto è l'amore, Fuori dal coro, Amarti, Insieme per la vita, Parlagli di noi, Nei tuoi occhi, Questa notte, Adesso che, E viene Natale, Padre nostro) sono valorizzati dai suoni e dagli arrangiamenti di un grande professionista come Stefano Florio, chitarrista musicista e direttore d'orchestra della Rai in alcune edizioni del Festival di Sanremo; le armonizzazioni e i cori sono stati affidati alla raffinatezza e alla voce intensa di Paolo Agostini, cantautore vicentino. Il lavoro di pre-produzione è stato effettuato da Franco Cavallin. La registrazione e il mixaggio sono stati effettuati da Beppe Cunico presso l' X-LANDSTUDIO di Zugliano VI. La grafica è stata curata dallo Studio Immagine di Giuliano Cremasco. L'album è distribuito dalla Multimedia San Paolo di Milano su tutto il territorio nazionale.

Le melodie di Amarti avvicinano alla riflessione, da cui questi versi provengono e che sono destinati a portare. Per ogni canzone don Carlo ha preso spunto dai versetti delle Sacre Scritture, indicati a cappello dei singoli testi che sono anche accompagnati dagli accordi musicali per favorire una libera interpretazione dei brani. Scrive nell'Introduzione il cantautore: "Canzoni per raccontare e raccontarci, canzoni nate in viaggio tra Assisi e Pieve di Romena, dalle vette del Sinai al Lago di Tiberiade, sotto gli ulivi di S. Damiano e sul Getsemani, nei silenzi di una clausura o di una piccola chiesa la notte di un ultimo dell'anno e poi sguardi, parole, lacrime e vento, solitudine e rifiuto, tenerezza e perdono, viaggi e percorsi dentro le pagine sconvolgenti della parola, o negli incontri di chi crede e lotta, prega e canta, ama e perde . per non sprecare tutto questo bene, ho raccolto dal cielo frasi e note, perché il cantare fosse ancora occasione per Amarti!".

Anticipiamo per i lettori di Korazym.org, l'introduzione e il testo del brano Padre Nostro, una rielaborazione del testo biblico di Carlo Cavallin. Il testo più commovente, più forte e più coinvolgente, che è anche la chiusura del nuovo album Amarti.

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: "Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli". Ed egli disse loro: "Quando pregate, dite:


Padre nostro
che sei nei cieli
santificato sia
il nome tuo,
venga il tuo regno
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione
ma liberaci dal male.

Se perdoneremo a chi ci fa del male
accogliendo ogni nemico con amore
anche Dio che è nostro Padre, ci perdonerà di cuore
nel suo grembo nasceremo nuove creature.