Ecco, fra poco nei negozi, il nuovo album di don
Carlo Cavallin. Le nuove sonorità, le nuove ispirazioni
del cantautore, le parole, gli amici,
...
Amarti sarà presentato alla stampa e
al pubblico lunedì 14 novembre alle ore 18.30 presso il
Cinema Lux in via Cavallotti 9 a Padova. Condurrà
l'incontro Francesca Fialdini, inviata del programma di
Raiuno A Sua immagine, conduttrice di Radio
Vaticana e redattrice di Korazym.org. Interverranno il
cantautore Carlo Cavallin, l'arrangiatore Stefano Florio
e il presidente di Korazym.org Vik van Brantegem.
Durante la presentazione si potranno ascoltare alcuni
brani dell'album e sarà proiettato il videoclip della
canzone Fuori dal coro realizzato da Giuliano
Cremasco.
Benedire l'amore è benedire
l'essenza della vita, è dire bene di tutto quel amore
che scorre dentro le vene delle nostre vita, nel
perdono, nel prendersi cura dell'altro, nell'accogliere,
nel sentirsi amati nonostante tutto, è il chinarsi
sull'altro, è scoprire che tutto questo amore ha un
volto e un nome, quello di Dio! (Don Carlo
Cavallin).
Scegliere di amare, consegnare la
propria vita nelle mani dell'altro, camminare insieme i
passi di questa vita con la forza di Dio è mettersi in
luce, è diventare sale e luce in questo mondo (Don Carlo
Cavallin).

Don Carlo Cavallin nasce a Padova il 4
maggio del 1965 e porta dentro fin da piccolo una grande
passione per la musica. Di musica ne respira parecchia e
presto si accosta al pianoforte e alla chitarra. Negli
anni in cui matura la sua vocazione, don Carlo è prete
dal 1990 e attualmente è parroco a Padova nella
parrocchia della Madonna Incoronata, cresce anche la
voglia concreta di scrivere canzoni, il desiderio di
raccontarsi nell'arte della musica perché altri si
sentano raccontati. La musica è per lui la forma
artistica più elevata utile non solo a esprimerne
rabbia, amore e sentimenti ma a migliorare l'uomo è come
una grande medicina. Don Carlo ha il dono di una voce
dal timbro giovane e gradevole, sostenuta da azzeccate
melodie. Ne risultano vibrazioni che si sposano coi temi
trattati, centrando in pieno gli obiettivi emotivi del
suo canto.
Don Carlo Cavallin ha partecipato in
questi anni a importanti manifestazioni musicali:
Note di pace, concerto al Palasport di S. Lazzaro
(Padova), 1999; Il mondo canta Maria, Schio,
2000; VI International Christian Music Festival,
organizzato dall'Associazione Spirit in Dance, Chiesa
degli Eremitani (Padova), 2001.

Nel 1996 porta a termine un progetto nato quasi per
caso, grazie all'aiuto di tante persone: il suo primo
album Angeli stonati. Lo definisce "frutto della
provvidenza", nato dall'esigenza di raccontare qualcosa
di personale, per testimoniare le proprie esperienze.
L'album interamente scritto da don Carlo, arrangiato e
realizzato dal fratello Franco, ripercorre situazioni ed
esperienze importanti della sua vita. Ci sono canzoni
che parlano della sua scelta di vita (Ascolta questo
canto; Perché sei), della difficoltà di
credere (Lontani da Te; Finalmente vivi!),
dell'amore che fa camminare insieme un uomo e una donna
(Tenendoci per mano), dei tanti volti di giovani
meravigliosi incontrati in questi anni (Tanti volti
un solo cielo; È la speranza). Nei testi c'è
uno studio della complessità e i limiti dell'uomo, che
trova completamento attraverso la propria dimensione
spirituale. In molte tappe c'è una forte introspezione,
un guardarsi dentro con la disinvoltura di chi lo fa
spesso. In altre c'è uno stacco, sia dal punto di vista
artistico che da quello tematico. La canzone che dà il
titolo all'album (Angeli stonati) è il momento
più toccante, dedicato ai "meninos de rua" brasiliani.
Brano di denuncia, l'autore lo scrive dopo aver vissuto
in prima persona un problema simile: l'accoglienza ai
nomadi dell'ex Jugoslavia. Dopo l'uscita del primo album
cominciano per don Carlo alcuni concerti .

Due anni dopo il primo album ecco A piedi nudi
in cui don Carlo esprime il desiderio di tornare a una
fede più vera e più essenziale alla vigilia ormai del
Giubileo del 2000. Le dieci canzoni raccolte fotografano
alcune esperienze forti. L'opera è concepita
nell'esperienza di animazione del Gruppo Giovani e nella
scuola di preghiera organizzata nella parrocchia di cui
era vicario a Thiene (VI). Cosa rappresenta il titolo
dell'album A piedi nudi?. "È stato preso dalla
canzone-guida che è Danzando a piedi
nudi: la scelta. È un episodio biblico: quando
Mosé nel roveto ardente incontra Dio, Questi gli dice
"Togliti i sandali". Gli ebrei dicono che per
avvicinarsi a Dio bisogna togliersi i sandali, fatti di
cuoio: il cuoio è pelle di animale morto. Dobbiamo
liberarci delle cose morte per poter incontrare Dio,
liberarci dalle molte cose materiali a cui siamo
attaccati, che non riescono a darci la felicità piena.
Abbiamo studiato un anno col Gruppo Giovani quel
versetto 'Togliti i sandali', e l'ho scelto anche per
lanciare il messaggio di un ritorno all'essenzialità,
alla semplicità ma non al semplicismo". L'opera inizia
con In principio fu
la musica, brano-slogan che identifica l'amore,
il valore e l'importanza di don Carlo per questa forma
di comunicazione. Poi i testi prendono varie strade.
Ecco Ora, che dipinge la bellezza, ma
nel contempo i risvolti profondi, di un momento
d'incontro e di condivisione trascorso insieme, parlando
e cantando, a cui succede Danzando a piedi
nudi, che contiene il messaggio-chiave
dell'album. Sono presenti momenti di preghiera vera e
propria, con la dolcissima Madre Maria e Cantate. C'è poi l'appello dal
mondo degli adulti a quello dell'infanzia, sviluppato
nel brano più lungo dell'opera, Per i bimbi, che,
contrariamente a quanto indica il titolo, serve a far
riflettere i grandi. Si conclude con Si, sarà così, pezzo
con un minuto e mezzo di introduzione strumentale, che
fotografa un momento indimenticabile e surreale vissuto
a Parigi nella Giornata Mondiale della Gioventù del
1997, dove pareva materializzarsi la venuta di Cristo.
Gli altri brani dell'album: Padre d'ogni uomo, Ti ho cercato e Cos'è.

Amarti è quasi il bilancio di un quarantenne
che mettendosi di fronte alla propria vita e alla storia
di molti come "sentinella del mattino" arriva a cogliere
la disarmante certezza che "amare è tutta la vita". La
leggerezza nel sentire che ognuno di noi ha la
sconvolgete possibilità di incontrare Colui che non
giudica, non condanna, non sopprime ma riconosce i
nostri gesti, i nostri sguardi e perfino i nostri no
come svelamento di un amore che è comunque amare Lui. Un
lungo viaggio attraverso 10 canzoni, dieci luoghi, dove
riscoprire chi siamo e chi è Lui, il suo volto, dieci
incontri tra la musica di noi e la sua . che non
passa!
I contenuti profondi dei 10 brani
dell'album Amarti (Benedetto è l'amore, Fuori dal coro, Amarti, Insieme per la vita, Parlagli
di noi, Nei tuoi occhi, Questa notte, Adesso che, E viene Natale, Padre nostro) sono valorizzati dai
suoni e dagli arrangiamenti di un grande professionista
come Stefano Florio, chitarrista musicista e direttore
d'orchestra della Rai in alcune edizioni del Festival di
Sanremo; le armonizzazioni e i cori sono stati affidati
alla raffinatezza e alla voce intensa di Paolo Agostini,
cantautore vicentino. Il lavoro di pre-produzione è
stato effettuato da Franco Cavallin. La registrazione e
il mixaggio sono stati effettuati da Beppe Cunico presso
l' X-LANDSTUDIO di Zugliano VI. La grafica è stata
curata dallo Studio Immagine di Giuliano Cremasco.
L'album è distribuito dalla Multimedia San Paolo di
Milano su tutto il territorio nazionale.
Le
melodie di Amarti avvicinano alla riflessione, da
cui questi versi provengono e che sono destinati a
portare. Per ogni canzone don Carlo ha preso spunto dai
versetti delle Sacre Scritture, indicati a cappello dei
singoli testi che sono anche accompagnati dagli accordi
musicali per favorire una libera interpretazione dei
brani. Scrive nell'Introduzione il cantautore:
"Canzoni per raccontare e raccontarci, canzoni nate in
viaggio tra Assisi e Pieve di Romena, dalle vette del
Sinai al Lago di Tiberiade, sotto gli ulivi di S.
Damiano e sul Getsemani, nei silenzi di una clausura o
di una piccola chiesa la notte di un ultimo dell'anno e
poi sguardi, parole, lacrime e vento, solitudine e
rifiuto, tenerezza e perdono, viaggi e percorsi dentro
le pagine sconvolgenti della parola, o negli incontri di
chi crede e lotta, prega e canta, ama e perde . per non
sprecare tutto questo bene, ho raccolto dal cielo frasi
e note, perché il cantare fosse ancora occasione per
Amarti!".
Anticipiamo per i lettori di
Korazym.org, l'introduzione e il testo del brano Padre Nostro, una rielaborazione
del testo biblico di Carlo Cavallin. Il testo più
commovente, più forte e più coinvolgente, che è anche la
chiusura del nuovo album Amarti.
Un
giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando
ebbe finito uno dei discepoli gli disse: "Signore,
insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai
suoi discepoli". Ed egli disse loro: "Quando pregate,
dite:
Padre nostro
che sei nei
cieli
santificato sia
il nome tuo,
venga il tuo
regno
sia fatta la tua volontà
come in cielo così
in terra.
e rimetti a noi i nostri debiti,
come
noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre
in tentazione
ma liberaci dal male.
Se
perdoneremo a chi ci fa del male
accogliendo ogni
nemico con amore
anche Dio che è nostro Padre, ci
perdonerà di cuore
nel suo grembo nasceremo nuove
creature.